martedì 12 giugno 2012

Ti prego, fammi entrare,
solo un momento, ti rubo un minuto;
apri la porta, voglio solo vederti,
non ti nascondere dietro questo portone.

Non preoccuparti, solo un minuto,
il tempo di vederti, sentire il tuo calore;
non importa come sei, non guarderò il vestito,
mi basta il tuo volto, sentire il tuo profumo.

Lo so che ne è passato di tempo inutilmente,
ma non ti ho dimenticato, il cuore me lo dice,
giorno dopo giorno, attimo per attimo;
per favore non ti celare dietro un divisorio.

Dimmi che posso fare perché tu mi faccia entrare,
perché possa vederti, perché possa parlarti,
sono già in ginocchio, con gli occhi imploranti,
come mai mi hai visto, sono pronto al tuo sguardo.

Fammi un cenno, ti prego, apri la porta,
che se fosse di legno oppure rinforzata ,
facile sarebbe poterla spalancare, aprirla per me;
ma quella del tuo cuore, più forte d’ogni altra,
ti prego aprila e fammi entrare.


mercoledì 16 maggio 2012

A mio padre


Sembra ieri, un giorno come oggi,
che ci salutammo,
tu, seduto sul letto, stranito,
io, pronto per partire, preoccupato.
“vai, non preoccuparti, và tutto bene”
Ed io, stupido, mi fidai di te.
Passarono i giorni ma non erano più gli stessi,
non c’era più il sole, il vento, il caldo, la pioggia,
solo grigiore e nebbia che attanagliava l’anima.
Tu c’eri sempre, almeno pareva, in quel letto bianco,
ma non c’eri già più, perso nei tuoi pensieri.
Ogni volta ti salutavo ma era come salutare una fotografia,
pur se a colori ne vedevo solo il negativo.
I colori sfalsati, il riso forzato, gli occhi smarriti.
Mio Dio, ti prego, ti scongiuro, fa che non se ne accorga,
fa che se deve essere sia nel modo più dolce.
Forse siamo stati accontentati, forse non ti rendevi conto,
forse quello che vedevo, tenacemente lottare, non eri più tu.
Si, senza dubbio, era un altro, uno sconosciuto.
Tu, ormai, avevi già passato la soglia, eri già in pace.
Fino a che anche quell’altro, stanco anche lui, ha chiuso gli occhi,
ha disteso il volto in un sorriso e ti ha raggiunto.
Allora mi sono ricordato della grande bugia che mi hai sempre detto:
“quando si muore, non si esiste più”.
No, non è vero,  non saprei spiegarmi, altrimenti perché,
da quando te ne sei andato,  sei sempre qui con me, papà!

Francesco 16/5/2012

lunedì 7 maggio 2012

Cari amici di tastiera,
sempre in linea, mane e sera,
è da un po’ che mi arrovello,
mi si squaglia fin il cervello,
siam partiti baldanzosi,
pieni di voglia e speranzosi,
ogni dì, rime a strofe giù di getto,
che riempivano il cassetto.
Battibecchi, filastrocche
sempre in rima e mai sciocche,
un piacere partecipare,
cosa inventarsi per lottare,
di fantasia, rime e parole,
strocche insieme oppure sole.
Mamma, quante ne abbiamo scritte,
lesse, arrosto e pure fritte!!
D’ogni cosa la sua rima,
dal fondo del mare sin lassù in cima,
fiori, giochi, guerra e pace,
d’ogni tema ci si compiace.
Poi, di colpo, come per magia,
una sorta d’albagia,
“ Questo ormai è superato,
tutto o quasi abbiam creato!!”
Ma che cosa? Stiam scherzando?
Ehi a voi dico?! State celiando??
Qui si dorme sugli allori,
ahinoi qui son dolori !
ci siam persi per la strada?
Ognuno sta nella sua contrada?
No, amici miei graditi,
no, non siamo ancor finiti!
Forza dai ricominciamo
Questo obnubilamento
Orsù vinciamo!
Non si vive di ricordi,
non siamo ancor ne ciechi né sordi!

Emozione

Non credere che sia meglio,
illusoria speranza,
cambiare abitudini e costume;
con camaleontica alternanza,
l’abituarsi a vivere,
per riuscire a sopravvivere.
Puoi sostituire la pelle,
cambiare colore,
vedere nuovi orizzonti,
ma rimani sempre te stesso.
Abitudini cresciute,
gesti consumati,
come il più abile artigiano,
utilizzi ogni giorno,
come il pane, cibo del corpo.
Perché cercare intorno nuove sensazioni,
l’emozione nasce dentro,
qualunque sia l’abitudine:
basta saperla vivere

Francesco 6/4/12
L’Articolo

Che notizia sensazionale,
c’era scritto sul giornale,
proprio ieri l’ho comprato,
e l’ho letta estasiato.
Ma che bella intervista,
scritta proprio da un artista,
corredata da foto a colori,
che non gli hanno reso onori.
Sì, perché lui è più bello,
sia di questo che di quello.
Ma di chi stiamo parlando,
di chi in Adda sta poetando,
e non pago sol di questo,
si è accinto molto presto,
a rimar e compitare,
strocche, fiabe a raccontare.
Non da solo ma in coro,
già ci sono dietro loro!
Chi? Amici e amiche di Fantasia,
il miglior gruppo che ci sia,
navigando nella rete,
per chi di rime ha proprio sete.
E si parla anche di loro,
li si elogia tutti in coro.
Queste anime sì belle,
che raccontan le storielle,
tutte in rima ma profonde,
che il cuore si confonde.
Siamo proprio eccezionali,
per finire sui giornali!!
Grazie a chi ci ha dato spazio,
con la scusa dello strazio,
di questo inutile ciarlare,
tutto quanto da inventare!

Francesco, 25/1/12

NORA

Cara Nora,
di venir fora
finalmente! Era ora,

Com’è felice
Mamma Alice,
a tutti quanti lo dice!

Non ti dico di papà,
dice a tutti: eccola qua!

Oh, quanto hanno aspettato,
insieme a tutto il vicinato,
questo evento fortunato!

Tutto era pronto per te,
dalla culla alla tazza per il tè,
tanti completini da bebè.

Mille e mille sonaglini,
per rallegrare i bambini.

Rosa un gran fiocco al portone,
per te già pronta una canzone,
ai nonni scende già un lacrimone.

Sei arrivata come la Candelora,
mia cara piccola Nora
adesso dall’inverno siamo fora!!

Benvenuta quindi piccolo fiore,
sbocciato e nato con amore!


Francesco 14/2/2012



Ritorno

Quale solingo viandante,
ricalco i passi perduti,
da un lontano ricordo sopiti.
Rivedo quei siti,
i volti amati.
Un fanciullo che gioca,
un vecchio fico contorto,
una fonte che, come sempre,
rinfresca il ricordo assetato.
Si apre la mente,
si desta il vissuto,
ritorna più vivo il tempo passato.
Quella corte che m’ha visto felice,
ora vuota aspetta il domani,
tutto sembra rimasto com’era.
Mi disseto in questo cammino,
nutro l’anima di queste memorie.
Giunto ormai a metà del percorso,
sostare alla fonte e berne i ricordi
rinfranca e rincuora per la strada restante.

Francesco, 28/2/12 .